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Le creme cosmetiche ed i solari, la durata del prodotto ed il loro uso, il PAO ed il Batch Code

di Federica Fiocchi Avvocato, Terni

Nella confezione di un prodotto e nell’etichetta sono raffigurati simboli di tante indicazioni, che dovrebbero essere analoghe in tutti i paesi dell’Unione Europea.
Il settore europeo dei cosmetici è una delle attività industriali vittime della contraffazione, sempre con maggior rischi per la salute umana, vi è necessità di aumentare la vigilanza sul mercato e migliorare l’efficacia dei prodotti, ciò al fine di evitare maggiori rischi per la salute pubblica.
In Italia è entrato in vigore solo nel 2013, ma il Regolamento EU 1223/2009, designa tutti i prodotti cosmetici immessi nel mondo dell’Unione Europea. Considerate le proprietà pericolose delle sostanze classificate come cancerogene, mutagene o tossiche, la normativa nel corso degli anni è stata modificata anche in relazione ad alcuni allergizzanti.
I prodotti che vengono commercializzati dovrebbero seguire tutte le normative di riferimento, per evitare che gli stessi ed alcune fragranze, provochino allergie da contatto.
A volte capita di acquistare creme e solari, senza conoscere con certezza la data ed il tempo in cui sia realmente stato messo al banco di vendita, un prezioso dettaglio è il batch code.
I prodotti riportano un numero sia sull’imballaggio interno che in quello primario, per ogni marca il batch code varia, e tracciando l’algoritmo nel check cosmetic o check fresh, tramite questi siti si riescono a calcolare la data di produzione reale del prodotto.

Bisogna dapprima stabilire come considerare un prodotto cosmetico, gli stessi infatti possono ricomprendere: le creme, emulsioni, lozioni, gel e oli per la pelle, maschere di bellezza, fondotinta (liquidi, paste, ciprie), cipria, talco per il dopobagno e per l’igiene corporale, saponi di bellezza, saponi deodoranti, profumi, acque da toeletta ed acqua di colonia, preparazioni per bagni e docce (sali, schiume, oli, gel), prodotti per la depilazione, deodoranti e antitraspiranti, tinture per capelli, prodotti per l’ondulazione, la stiratura e il fissaggio, prodotti per la messa in piega, prodotti per pulire i capelli (lozioni, polveri, shampoo), prodotti per mantenere i capelli in forma (lozioni, creme, oli), prodotti per l’acconciatura dei capelli (lozioni, lacche, brillantine), prodotti per la rasatura (creme, schiume, lozioni), prodotti per il trucco e lo strucco, prodotti destinati ad essere applicati sulle labbra, prodotti per l’igiene dei denti e della bocca, prodotti per la cura delle unghie e lacche per le stesse, prodotti per l’igiene intima esterna, prodotti solari, prodotti autoabbronzanti, prodotti per schiarire la pelle e prodotti antirughe.

Garantire la rintracciabilità di un prodotto cosmetico in tutta la catena di fornitura, contribuisce a semplificare la vigilanza sul mercato e a migliorarne l’efficienza. Un sistema efficiente di tracciabilità agevola alle autorità di vigilanza del mercato, il compito di rintracciare gli operatori economici.

Particolare rilievo a tutela del consumatore, va dato all’etichettatura del prodotto, come designa il Capo VI del Regolamento 1223/2009.
Il prodotto stoccato in condizioni adeguate potrà svolgere la sua funzione e come designa l’art 19 del Regolamento 1223/2009 UE fa riferimento alla durata inferiore o maggiore ai 3 mesi.
In commercio, ci sono dei prodotti che dal momento della loro produzione possono durare oltre 3 mesi, 3 anni o 7 anni, ma devono essere conservati correttamente, senza aprirli.
Il Period after Opening, in breve PaO, contraddistingue i mesi di utilizzo dopo l’avvenuta apertura della crema, un utile dato telematico a tutela del consumatore.
Il PaO, è contrassegnato da un immagine piccolina, come fosse un barattolo aperto con la lettera maiuscola M ed è seguito dal numero che indica il tempo di consumo dopo l’apertura.
Inoltre va ricordato che la lingua nella quale vanno indicate le informazioni deve essere quella dello Stato Membro in cui il prodotto viene commercializzato.

Con la Decisione 2008/721/CE della Commissione, del 5 settembre 2008, viene istituita, una struttura consultiva di comitati scientifici ed esperti nel settore della sicurezza dei consumatori, della sanità pubblica e dell’ambiente. Si teme l’uso di nanomateriali in prodotti cosmetici che poterebbe aumentare con lo sviluppo tecnologico.

 

 

Il comitato scientifico della sicurezza dei consumatori (CSSC) ha stilato un parere datato 26-27 giugno 2012 con il quale si vieta l’uso umano di alcune sostanza nei prodotti cosmetici.
In conseguenza di quanto riportato nel predetto parere, con il Regolamento UE 1224/1410 della Commissione UE del 2 Agosto 2017 si modificano gli Allegati II e III del Regolamento UE 1223/2009.

Nel parere del 26 e 27 giugno 2012, il comitato scientifico della sicurezza dei consumatori (CSSC) ha concluso che la 3 e 4-(4-idrossi-4-metilpentil)cicloes-3-ene-1-carbaldeide (HICC), con la denominazione INCI di Hydroxyisohexyl 3-cyclohexene carboxaldehyde, la 2,6-diidrossi-4-metil-benzaldeide (atranolo) e la 3-cloro-2,6- diidrossi-4-metil-benzaldeide (cloratranolo) non dovrebbero essere utilizzate nei prodotti cosmetici, in quanto sono le fragranze allergizzanti che hanno causato il maggior numero di casi di allergie da contatto negli ultimi anni.
Di conseguenza, vi è un rischio potenziale per la salute umana ed è quindi opportuno vietare tali sostanze nei prodotti cosmetici.
La HICC è disciplinata alla voce 79 dell'allegato III del regolamento (CE) n. 1223/2009, si stabilisce che la sua presenza deve essere indicata nella lista degli ingredienti di cui all'articolo 19, paragrafo 1, lettera g), di detto regolamento se la sua concentrazione supera lo 0,001 % nei prodotti da non sciacquare e lo 0,01 % nei prodotti da sciacquare. Poiché la HICC dovrebbe essere vietata nei prodotti cosmetici, è necessario sopprimere tale voce.
Nel suo parere del 26 e 27 giugno 2012 il CSSC ha indicato che l'atranolo e il cloratranolo sono componenti naturali dell'estratto di Evernia prunastri e dell'estratto di Evernia furfuracea, disciplinati rispettivamente alle voci 91 e 92 dell'allegato III del regolamento (CE) n. 1223/2009.
Gli allegati II e III del regolamento (CE) n. 1223/2009 sono modificati conformemente all'allegato del presente regolamento. Come designa l’ Articolo 2, a decorrere dal 23 agosto 2019 non sono immessi sul mercato dell'Unione i prodotti cosmetici contenenti una o più delle sostanze vietate dal presente regolamento. A decorrere dal 23 agosto 2021 non sono messi a disposizione sul mercato dell'Unione i prodotti cosmetici contenenti una o più delle sostanze vietate dal presente regolamento.

 

Vedere qui…
Con il Regolamento UE 2018/1847 della Commissione del 26 novembre 2018 si modifica l'allegato V del regolamento (CE) n. 1223/2009
La sostanza bifenil-2-olo, e i suoi sali, cui sono stati assegnati i nomi o-phenylphenol, MEA o-phenylphenate, potassium o-phenylphenate e sodium o-phenylphenate nella Nomenclatura internazionale degli ingredienti cosmetici (INCI), sono attualmente autorizzati come conservanti nei prodotti cosmetici ad una concentrazione massima pari allo 0,2 % (in fenolo) nei preparati pronti per l'uso di cui alla voce 7 dell'allegato V del regolamento (CE) n. 1223/2009.
Il comitato scientifico della sicurezza dei consumatori (CSSC) ha concluso nel suo parere del 25 giugno 2015, revisione del 15 dicembre 2015, in merito all'uso dell'o-phenylphenol come conservante, che una concentrazione massima dello 0,2 % nei prodotti cosmetici da non sciacquare non è sicura, mentre una concentrazione massima dello 0,15 % in tali prodotti può essere considerata sicura, e che una concentrazione massima dello 0,2 % nei prodotti cosmetici da sciacquare è considerata sicura.
Il CSSC ha inoltre concluso che la sostanza ophenylphenol potrebbe potenzialmente provocare danni alla vista. A seguito delle preoccupazioni espresse da vari Stati membri per quanto riguarda l'uso di MEA o-phenylphenate, potassium o-phenylphenate e sodium o-phenylphenate, il CSSC ha indicato in un addendum al suddetto parere, adottato il 21-22 febbraio 2018., che le conclusioni sui livelli d'uso sicuri dell'o-phenylphenol non possono essere applicate in quanto tali al sodium o-phenylphenate, al potassium o-phenylphenate o al MEA o-phenylphenate. Il CSSC ha affermato che il sodium o-phenylphenate, il potassium o-phenylphenate e il MEA o-phenylphenate possono avere effetti tossici potenzialmente più pronunciati rispetto all'o-phenylphenol a causa di una maggiore penetrazione cutanea.
Il CSSC ha concluso che un potenziale rischio per la salute umana derivante dall'uso di tali sostanze come conservanti nei prodotti cosmetici non può essere escluso. Alla luce dei summenzionati pareri del CSSC e tenuto conto dei rischi potenziali per la salute umana derivanti dall'uso di tali sostanze, l'uso dell'o-phenylphenol come conservante dovrebbe essere autorizzato ad una concentrazione massima dello 0,15 % nei prodotti cosmetici da non sciacquare e dello 0,2 % nei prodotti cosmetici da sciacquare. Dovrebbe inoltre essere indicato che andrebbe evitato il contatto con gli occhi. L'uso di sodium ophenylphenate, potassium o-phenylphenate e MEA o-phenylphenate come conservanti non dovrebbe essere autorizzato. Pertanto, anche l'allegato V del regolamento (CE) n. 1223/2009 dovrebbe essere modificato.

Quindi a decorrere dal 17 giugno 2019 non sono immessi sul mercato dell'Unione i prodotti cosmetici che contengono la sostanza bifenil-2-olo e che non soddisfano le condizioni di cui al presente Regolamento, nonché sodium 2-biphenylate, potassium 2-biphenylate o 2-aminoethan-1-ol; 2-phenylphenol come conservanti.
Non possiamo rinunciare ai benefici dell’esposizione al sole, ma consapevolmente possiamo acquistare creme solari e prodotti cosmetici, che prevengano o riducano i rischi.
Le normative servono al consumatore per renderlo informato del prodotti che acquista.